Marianne Adelaide Hedwig Dohm

Marianne Adelaide Hedwig Dohm, nata Schlesinger (Berlino, 20 settembre 1831 – Berlino, 1º giugno 1919), è stata una scrittrice e femminista tedesca.

Fu una delle prime teoriche femministe, ed attribuì gli specifici comportamenti di genere ad influenze culturali, piuttosto che alla determinazione biologica.

Hedwig Dohm era la terza dei diciotto figli del produttore di tabacco Jülich Gustav Adolph Gotthold Schlesinger e di sua moglie Wilhelmine Henriette. Nacque fuori del matrimonio, come nove dei suoi fratelli perché i loro genitori furono impossibilitati a sposarsi fino al 1838, anno della morte del nonno dopo la morte del nonno paterno. Costui aveva infatti minacciato di diseredare il figlio se avesse sposato Wilhelmine Henriette Jülich, che era una figlia illegittima. Il padre di Hedwig Dohm era di origine ebrea ma si convertì al protestantesimo nel 1817 e nel 1851 mutò il proprio cognome in Schleh.

Alle ragazze Schlesinger fu consentita un’istruzione estremamente limitata, a differenza dei loro fratelli che poterono frequentare il Gymnasium. Tuttavia, sin da ragazza Hedwig s’appassionò agli ideali della Bildung tedesca, leggendo in segreto tutto quello che le capitava tra le mani, finendo per superare i fratelli.

A quindici anni Hedwig dovette abbandonare la scuola per dare una mano in famiglia. Tre anni dopo le si consentì di partecipare ad un seminario dedicato agli insegnanti. Nel 1853 sposò Ernst Dohm, redattore della rivista satirica Kladderadatsch con cui ebbe cinque figli, tra il 1854 ed il 1860. L’unico figlio maschio Hans Enst (nato nel 1854) morì all’età di undici anni, mentre le sue quattro figlie, Gertrude Hedwig Anna, più tardi nota come Hedwig Pringsheim, (1855-1942), Ida Marie Elsbeth (nata nel 1856), Marie Adelheid Pauline (nata nel 1858) ed Eva (nata nel 1859, sposò in prime nozze Max Klein, ed in seconde Georg Bondi) ricevettero una solida educazione e formazione professionale

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. Hedwig Dohm fu la nonna materna di Katia Pringsheim, moglie di Thomas Mann. I Dohm frequentarono i circoli intellettuali di Berlino

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. Hedwig acquisì da autodidatta le conoscenze necessarie per la sua prima pubblicazione “Die spanische National-Literatur in ihrer geschichtlichen Entwicklung” (La letteratura nazionale spagnola nel suo sviluppo storico), che uscì nel 1867. Nella prima metà degli anni Settanta dell’Ottocento uscirono i quattro saggi di argomento femminista, con cui Hedwig chiese la piena parità giuridica, sociale ed economica tra uomini e donne. Inoltre nel 1873 fu tra i primi a richiedere il diritto di voto per le donne in Germania. Questi suoi quattro saggi la resero celebre dal giorno alla notte, venendo però accolti con critiche feroci non solo dagli ambienti conservatori, ma anche dalle file del movimento femminile dell’epoca. Le teorie della Dohms apparvero troppo radicali, concentrandosi soprattutto sulla domanda di una migliore educazione per le ragazze madri e di assistenza alle madri single con handicap o ritardi. Sulla fine degli anni Settanta dell’Ottocento Hedwig dohm pubblicò parecchie commedie, che vennero tutte messe in scena con grande successo nel Teatro Reale di Berlino.

Nel 1883 suo marito Ernst morì, dopo una lunga malattia. Dopo la sua morte Hedwig Dohm cominciò a scrivere romanzi e racconti brevi. Quando l’ala radicale del movimento femminista si rafforzò alla fine del 1880, tornò a pubblicare diverse pubblicazioni politiche in giornali e riviste. Inoltre non spill water bottle, fu cofondatrice di diverse organizzazioni radicali, tra cui l’Associazione Donne della Riforma (successivamente Associazione dell’Educazione Femminile e degli Studi delle Donne), che promossero campagna per una riforma del sistema educativo globale e degli studi delle donne in particolare. Hedwig Dohm si unì alla Società del Bene Femminile della radicale Minna Cauer ed all’età di 74 anni prese parte quale membro alla riunione inaugurale dell’Associazione per la maternità e la riforma sessuale di Helene Stöckers. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1919, pubblicò diversi volumi di saggi, e quasi un centinaio di articoli su quotidiani e riviste in cui s’espresse e prese posizione in dibattiti attuali in ambito politico e letterario toothpaste tube dispenser.

Durante la prima guerra mondiale Hedwig Dohm fu una dei pochi intellettuali che s’opposero sin dall’inizio al conflitto, affrontando in chiave critica il patriottismo sciovinista imperversante in Germania. Nei suoi ultimi scritti, pubblicati per lo più nella rivista esplicitamente pacifista Die Aktion di Franz Pfemfert, s’identificò come una intransigente pacifista. Visse abbastanza per assistere all’introduzione del suffragio femminile in Germania nel 1918. Morì il 1º giugno 1919. Hedwig Dohm è sepolta nel Matthäus-Friedhof di Berlino-Schöneberg. La Federazione dei Giornalisti ha assicurato la tomba per altri 20 anni e ha eretto un memoriale, il 22 settembre 2007.

Dsungaripteridae

Dsungaripteridae es una familia extinta de pterosaurios incluidos dentro del suborden Pterodactyloidea.​

En 1964 Young creó la familia para situar al por entonces recién descubierto género chino Dsungaripterus. Más tarde, también se asignaron a esta familia a Noripterus (por entonces incluía también a “Phobetor”, un género sinónimo de Noripterus y que además ya había sido utilizado con anterioridad, de ahí que se ponga entre comillas).

En 2003 winter goalkeeper gloves, Alexander Kellner dio la definición exacta como clado:​ el grupo se compondría del último ancestro común de Dsungaripterus y Noripterus, y de todos sus descendientes. Las sinapomorfias que él proporcionó son las siguientes seis características: una órbita ocular relativamente pequeña, situada en lo alto del cráneo; una abertura por debajo de la cuenca ocular; un borde alto a lo largo del hocico, el cual comienza en frente de la abertura nasal y finaliza detrás de las órbitas oculares; el maxilar se extiende hacia abajo y hacia atrás; ausencia de dientes en la parte frontal de las mandíbulas; los dientes en la parte posterior de la mandíbula superior son los mayores; y los dientes tienen una amplia base oval. Kellner señaló que todos los miembros de este grupo, exceptuando al propio Dsungaripterus, son conocidos a partir de restos fragmentarios, por lo tanto la última característica debe aún determinarse con certeza en todos los miembros.​

Posteriormente se han asignado a los géneros Domeykodactylus y Lonchognathosaurus a la familia. Estas son formas de tamaño mediano, adaptadas a comer criaturas de caparazón duro, los cuales destrozaban con sus dientes aplanados.

En 2003, David Unwin dio una definición levemente distinta: el último ancestro común de Dsungaripterus weii y Noripterus complicidens, y todos sus descendientes.​

Los dsungariptéridos conocidos vivieron entre el Jurásico Superior hasta el Cretácico Inferior (Hauteriviense) best marinade to tenderize steak. El grupo se incluye en la superfamilia Dsungaripteroidea sensu Unwin y está probablemente emparentado de cerca con los Azhdarchoidea. De acuerdo a Unwin non spill water bottle, Germanodactylus es el taxón hermano del grupo, pero sus análisis son los únicos con este resultado. De acuerdo a un análisis realizado por Brian Andres en 2008, los Dsungaripteridae están cercanamente relacionados con los Tapejaridae, los cual los convertiría en miembros de hecho de los Azhdarchoidea.​

Roman School

In music history, the Roman School was a group of composers of predominantly church music, in Rome, during the 16th and 17th centuries non spill water bottle, therefore spanning the late Renaissance and early Baroque eras. The term also refers to the music they produced. Many of the composers had a direct connection to the Vatican and the papal chapel, though they worked at several churches american football jersey womens; stylistically they are often contrasted with the Venetian School of composers, a concurrent movement which was much more progressive. By far the most famous composer of the Roman School is Giovanni Pierluigi da Palestrina, whose name has been associated for four hundred years with smooth, clear, polyphonic perfection. However, there were other composers working in Rome, and in a variety of styles and forms.

While composers had almost certainly been working in Rome continuously for the thousand years since the time of Gregory the Great, the development of a consistent style around the middle of the 16th century, due in part to the musical requirements of the Counter-Reformation, led to their being grouped together by music historians under this single label.

The music of the Roman School can be seen as the culmination of a development of polyphony through the infusion of music of the Franco-Netherlandish school during the last hundred years. Franco-Netherlandish composers had long been coming to Italy to live and work—Josquin, Obrecht, Arcadelt, and many others made the long journey, and their musical style was decisive on the formation of the Italian styles. Under the guidance of the Vatican, and with the choir of the Sistine Chapel being one of the finest of the time, it was perhaps inevitable that the stylistic center of sacred polyphony would turn out to be Rome.

The Council of Trent, which met from 1545 to 1563, had a significant impact on the music of the Roman School: indeed it can be argued that these reforms in the Roman Catholic Church, which were part of the Counter-Reformation, defined the music of the Roman School. The Council of Trent recommended that sacred music, especially for use in church, be written in a dignified, serious style. The Council allowed polyphony—a common misconception is that they banned it outright, but this is false—however they did require that text which was sung be clearly understandable. In addition, while they did not ban the use of secular melodies as source material for masses and motets, such use was discouraged.

The combination of the reforms of the Council of Trent with the presence of the extremely talented composers inheriting the Franco-Netherlandish style, was the production of a body of music which has sometimes been held to represent the peak of perfection of Renaissance polyphonic clarity. The subject matter of “16th Century Counterpoint” or “Renaissance Polyphony” as taught in contemporary college music curricula is invariably the codified style of the Roman School, as it was understood by Johann Fux in the early 18th century

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. It is important to recognize, though, that the “Palestrina style” was not the only polyphonic style of the time, though it may have been the most internally consistent. The polyphonic style of Palestrina may have been the culmination of a hundred years of development of the Franco-Netherlandish style, but it was one of many streams in the late 16th century, and significantly contrasts with the music of the Venetian school to the north, as well as the music being produced in France and England at the same time.

Other composers living and working in Rome, while not considered members of the Roman School, certainly influenced them. The most famous of these is probably Luca Marenzio, whose madrigals were wildly popular in Italy and elsewhere in Europe; some of the composers of the Roman School borrowed his expressive techniques, for instance word painting, for occasional use in a liturgical setting.

While the Roman School is considered to be a conservative musical movement, there are important exceptions. Rome was the birthplace of the oratorio, in the work of Giovanni Francesco Anerio and Emilio de’ Cavalieri; the score for Cavalieri’s Rappresentatione di Anima et di Corpo is the earliest printed score which uses a figured bass cool water bottles. The style is similar to the style of monody being developed in Florence at approximately the same time; indeed there was considerable competition between composers in those two musical centers. The success of Rappresentatione was such that the monodic style became common in much Roman music in the first several decades of the 17th century.

Later composers of the Roman School included Gregorio Allegri, composer of the famous Miserere (c.1630). This piece was guarded closely by the papal chapel; it was considered so beautiful that copies were not allowed to circulate. A favorite story involves the 14-year-old Mozart, who made the first illegal copy by transcribing it from memory after hearing it only twice. Many of the later composers of the Roman School continued to write in the polyphonic style of the 16th century, known then as the stile antico, or the prima pratica, in distinction to the newer styles of monody and concertato writing which defined the beginning of the Baroque era.

Members of the Roman School, including some who were active in Rome for only part of their careers, are as follows: